Post n°20 pubblicato il 11 Gennaio 2011 da lapietraia_07 Tag: vetreria Capannone dove si produceva il vetro
La prossima descrizione introduce un nuovo argomento: la Vetreria "La Pedrera è nato come un quartiere popolare. Era costruito sul lato destro della strada, dove c'era un'estesa cava di tufo dalla quale si ricavavano i cantoni per fabbricare le case; c'era una vetreria, e si trovavano magazzini grandissimi dell'Aeronautica Militare che li utilizzava come deposito. Tutta la via principale era alberata con grossi alberi di eucalipto. LA VETRERIA TURRITANA Gli abitanti del rione ricordano la vecchia vetreria. Per saperne di più ho intervistato Antonio Ceravola che da ragazzo vi ha lavorato. All'età di quattordici anni, Antonio lavorò come operaio alla vetreria per alcuni mesi ed ora racconta ciò che ricorda di quell'attività. I forni raggiungevano una temperatura di circa 1500 gradi. La materia prima era costituita dalla sabbia che raramente veniva prelevata dalle spiagge di Alghero (era troppo ricca di ferro), mescolata ad altri elementi. La materia prima arrivava al bacino da una bocca di carico; nel forno erano situate anche delle bocchette a forma di pipa dalle quali veniva prelevato il vetro fuso, pronto per la lavorazione. Siccome era prevista anche una squadra in più per eventuali assenze, si avvicendavano alle due macchine ventotto operai. Si producevano anche fiaschi e bicchieri con la tecnica del vetro soffiato. I due artigiani addetti a tale lavoro non erano sardi. I fiaschi e le damigiane erano poi affidati ad altre persone che li impagliavano a domicilio. Le bottiglie erano destinate agli stabilimenti sardi che imbottigliavano acqua minerale, bibite, vini, alcolici, ecc. Il secondo capannone fungeva da deposito. Erano annessi anche gli uffici per l'amministrazione dell'attività.
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Post n°21 pubblicato il 11 Gennaio 2011 da lapietraia_07 Caseggiato di Via Napoli che ha ospitato di volta in volta le Scuole Elementari, il CRES*, la Scuola Materna e le Scuole Medie. Attualmente (1999) hanno la loro sede i Vigili del Fuoco. LE SCUOLE ELEMENTARI Nell'anno scolastico 1959-60 furono istituite le Scuole Elementari della Pedrera. Il plesso dipendeva dal Secondo Circolo Didattico di Alghero, che era stato istituito nell'anno precedente (1958). Consultiamo l'Archivio del Secondo Circolo Didattico di Alghero. È sempre difficile trarre delle conclusioni soltanto sulla base di alcune cifre, tuttavia si può notare che in una zona così ristretta vivevano molti bambini che frequentavano una sola classe e quindi erano quasi tutti coetanei. In questo periodo si verifica un forte incremento demografico e le Scuole Elementari della città applicano i doppi e i tripli turni, complicati spesso dalla precarietà del rifornimento idrico che impedisce agli alunni una frequenza continua e regolare delle lezioni. Ora riporto alcuni dati sulle iscrizioni: Anno 1959-60: 82 alunni Anno 1960-61: 130 alunni Anno 1965-66: 320 alunni * Il Cres era il Centro Ricreativo Educativo Scolastico. Il Centro offriva agli alunni un pasto e la possibilità di prolungare l'orario scolastico con insegnanti che organizzavano attività educative. |
Post n°22 pubblicato il 11 Gennaio 2011 da lapietraia_07 NASCE IL NUOVO CASEGGIATO All'inizio degli anni ottanta, nell'oliveto che fronteggia l'IPIA, vengono eliminate alcune piante, in gran parte olivi, e si inizia a costruire. Sta per sorgere il caseggiato delle Scuole Elementari. L'edificazione si protrae nel tempo ed infine, viste le pressanti richieste della Scuola Media che è ospitata in via Napoli, si conclude il piano superiore. Nel 1983 le classi delle medie si trasferiscono nell'edificio in via provvisoria. E' presente Michele Soggiu, allora assessore del Comune, forse l'assessore alla cultura. Io mi sono lamentata perché ho notato che non c'è nemmeno un ambiente con tende pesanti in modo da ottenere il buio necessario per proiettare diapositive o altro. L'assessore mi ha risposto che non è molto importante, che dobbiamo apprezzare ciò che è stato fatto. Inutile replicare. La situazione non è delle migliori. In pratica gli alunni si ritrovano in un cantiere edile dove si demoliscono tramezzi, si fanno le tracce per gli impianti, si lavora a pieno ritmo. Non c'è l'impianto per il riscaldamento e durante l'inverno il freddo è insopportabile. Il lavoro, soprattutto al pomeriggio, è indescrivibilmente pesante. Se iniziamo un'attività di lettura a voce alta, di spiegazione o interrogazione, dobbiamo interromperla ogni qual volta si mette in funzione il motopicco. Allora sospendiamo per riprendere quando quel rumore insopportabile finisce. Ma subito dopo dobbiamo zittirci per il fragore che ricomincia. Infine siamo costretti a cambiare attività. Per quanto riguarda il freddo, quell'inverno c'è stata anche qualche spruzzata di neve e dentro la scuola la temperatura scende a 10-8 gradi. ma le nostre segnalazioni sono inutili. Le ampie vetrate sono poco isolanti nei confronti delle basse temperature. In compenso anche il sole entra indisturbato, occupa tutti gli spazi delle aule ed è impossibile sfuggire ai suoi cocenti raggi, grazie all'ampia parete finestrata che non ha tende. La Scuola Elementare deve rinunciare ai progettati spazi per attività manuali, musicali, ed altro. In seguito, per recuperare i locali necessari, si procede a chiudere una zona a sinistra dell'ingresso, per ricavare un'aula. I due piani sono collegati da due vani scala e da un ascensore. Al centro del caseggiato si trova un piccolo giardino interno, attorniato da vetrate, dove si trovano alcune piante tra cui palme nane, alloro, rosmarino, e molte erbe spontanee. Sulla fascia piastrellata che lo contorna sono sistemate numerose piante in vaso. Anche l'interno dl caseggiato ospita un gran numero di piante ornamentali che il personale ausiliario cura rendendo ogni angolo più accogliente. Per le attività motorie gli alunni hanno a disposizione uno spazio interno alla scuola che viene usato anche dalla Scuola Materna, ed una palestra coperta che si trova all'esterno, ad una trentina di metri di distanza. Il mancato collegamento coperto con il caseggiato scolastico la rende inutilizzabile nelle giornate molto fredde e piovose.
La descrizione rispecchia la situazione del 2000.
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Post n°23 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da lapietraia_07 Grafico delle iscrizioni dal 1959 al 1999 rilevate ogni 5 anni.
Aggiornamenti al giugno 2002 Nell'estate del 2001 finalmente sono stati sostituiti i pavimenti di linoleum con piastrelle di ceramica antisdrucciolo. I lavori si sono protratti anche ad anno scolastico iniziato. Si è intervenuti inoltre sul tetto, rifacendo l'isolamento. Aggiornamenti ad aprile 2004 Nel 2003 si è provveduto a tinteggiare le facciate e a dotare le finestre di tende. Fornisco ora altri dati sulle iscrizioni. Anno 1970-1971: 325 alunni Anno 1975-76: 242 alunni Anno 1980-81: 227 alunni Anno 1985-86: 200 alunni Anno 1990-1991: 178 alunni Anno 1995-1996: 196 alunni Anno 1999-2000: 186 alunni Foto, tabelle e grafici sono pubblicati nel blog: http://la-pietraia.blogspot.com
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Post n°24 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da lapietraia_07 Interno della chiesa "La Pietraia è un rione giovane, nato negli anni sessanta. È stato costruito lungo la vecchia strada Alghero-Fertilia: si trova in periferia e confina da una parte con le campagne, dall'altra parte con il quartiere del Lido, e dall'altra ancora con il resto della città. Ora è il quartiere più grande di Alghero e forse il più importante. C'è l'ospedale, la stazione ferroviaria, il mercato, la chiesa parrocchiale di San Giuseppe , la farmacia, i bar e tanti negozi. LA PARROCCHIA DI SAN GIUSEPPE Parliamo ora della parrocchia della Pietraia, la chiesa di San Giuseppe. Prima della sua costruzione nel terreno c'era un grande fosso che era stato scavato dai cavatori di pietra. Durante l'estate la popolazione cresce notevolmente dato l'alto numero di turisti che vi risiede nelle doppie case e negli alberghi. Descriviamo ora la chiesa di San Giuseppe San Giuseppe esternamente ha la forma di una tenda, e pare che voglia ricordare la tenda dove gli Ebrei, in fuga dall'Egitto verso la Terra Promessa, custodirono le Tavole della Legge che Mosé aveva ricevuto da Dio sul Monte Sinai.
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Post n°25 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da lapietraia_07 La Parrocchia di San Luca "Io vivo in una zona chiamata Maria Pia. LA PARROCCHIA DI SAN LUCA La Pietraia da diverso tempo è diventato un quartiere a forte vocazione turistica. Ciò comporta che la sua popolazione aumenti molto durante l'estate. Si sentiva l'esigenza di un nuovo luogo di culto per coloro che risiedono nella zona lontana da San Giuseppe. Nell'ottobre 1987, con un decreto del vescovo di Alghero e Bosa Monsignor Giovanni Pes, è stata eretta la parrocchia di san Luca che si trova in via Liguria. L'istituzione della nuova parrocchia è stata necessaria a causa dell'espansione dell'abitato oltre la via Liguria; inoltre occorreva tener conto delle esigenze di un gran numero di villeggianti che durante la stagione turistica risiede nella zona del Lido. Si tratta di una piccola chiesa ricavata in un locale che si trova a fianco della pizzeria La Pergola. I fabbricati oggi adibiti a pizzeria e chiesa erano stalle dell'Azienda Agricola Maria Pia. |
Post n°26 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da lapietraia_07 Il caseggiato scolastico dell'IPIA visto dalla via Don Minzoni.
"Dove io abito ci sono tanti palazzi. Prima c'era un territorio molto grande con tanti uliveti, molta vegetazione e tanti orti. I contadini coltivavano la terra e vendevano i propri ortaggi. L'I.P.I.A. Poco prima dell'Ospedale Civile si trova l'IPIA, Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato. Quando è nato, nel 1963, era una sezione distaccata dell'IPSIA di Sassari (Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato), ma già da diversi anni è autonomo. Dall'anno scolastico 1967-68 al 1985-86, un'ala dell'Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato ha ospitato la Scuola Elementare Il caseggiato scolastico occupato dall'IPSIA in realtà era nato come Scuola Elementare, ma in fase di costruzione fu destinato ad ospitare la scuola di Avviamento, come si legge nelle delibere della Giunta Municipale. In corso d'opera la sua destinazione cambiò ancora e divenne un Istituto Professionale. Da una ricerca effettuata dal Distretto Scolastico nel 1983-84 si rilevano i seguenti dati. "Orientamento Scolastico" Ricerca di una commissione del Distretto scolastico coordinato da Giovanna Tilocca. Anno 1983-84
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Post n°27 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07
VIA PORTO CONTE DIVENTA Della via, che era la strada provinciale di Porto Conte, fa un breve cenno il canonico Giovanni Spano (1874). CHI ERA DON MINZONI? Giovanni Minzoni era nato nel 1885 a Ravenna. Divenuto parroco di Argenta, in provincia di Ferrara, si impegnò molto per creare delle attività ricreative giovanili. Così facendo, allontanava i giovani dalle strutture del regime fascista per il quale mostrava apertamente il suo dissenso. Egli partecipava al partito popolare ed era anche un solerte organizzatore sindacale. Forse la via Porto Conte prese il suo nome perché, lungo la strada, c'era l'Azienda agricola Maria Pia, affidata a famiglie ferraresi nel 1934. Ma questa è solo una mia ipotesi, non suffragata da testimonianze. In realtà la strada continua a mantenere il suo vecchio nome. Bibliografia
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Post n°28 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07
LA SCUOLA MATERNA La prima sede della Scuola Materna fu un edificio di Via Napoli che aveva precedentemente ospitato le Scuole Elementari e le Scuole Medie. Le ampie vetrate, non opportunamente schermate, fanno entrare il sole in maniera diretta creando veri e propri stati di malessere nei bambini. UN PO' DI STORIA
DESCRIVIAMO LA SCUOLA
Si capisce dunque che in tal modo la continuità educativa è agevolata poiché i docenti possono stabilire i dovuti collegamenti in ogni momento e gli alunni possono conoscere agevolmente gli ambienti che li ospiteranno nel tempo. |
Post n°29 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07 LA FARMACIA "La Pietraia è un rione nato all'incirca tra gli anni cinquanta e sessanta. Il suo nome deriva da "pietra", perché in origine, dove ora sorgono i fabbricati antistanti la chiesa di San Giuseppe, vi era una cava per l'estrazione dei blocchi di pietra per costruire le case. Dove si trova l'edicola oggi, vicino alla chiesa di S. Agostino vecchio, gli uomini allora avevano scavato una galleria sotterranea per trovare l'acqua, l'unica fonte a quei tempi per la gente della Pietraia. Si può dire che la Pietraia oggi sia una piccola città perché ha fatto si che alla gente non mancasse tutto ciò di cui aveva bisogno e cioè le scuole, la farmacia, i supermercati, i giornalai, il tabacchino, il mercato, il negozio di abbigliamento, i parrucchieri, gli alberghi e la stazione ferroviaria." LA FARMACIA Negli anni sessanta il quartiere si andava sempre più estendendo, ma i servizi erano sempre molto carenti. Infine la Giunta Municipale si fece carico dei problemi più urgenti. "La giunta, preoccupata e sensibile per le continue persistenti lamentele degli abitanti della "Pedrera" frazione di Alghero, La delibera è molto interessante in quanto ci dà l'occasione di conoscere la situazione del quartiere ai suoi inizi.
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Post n°30 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07 IL MERCATO "Molti anni fa la Pietraia era composta da poche case, situate dove adesso c'è il tabacchino, e dalla fermata del treno a Sant'Agostino vecchio. Per qualsiasi cosa bisognava andare in centro: per la spesa, per la scuola, per le farmacie, e per ogni altra commissione. Consultiamo l'Archivio Storico Comunale Il 3 giugno 1964 la Giunta Municipale discusse dell'approvazione del progetto di costruzione del Mercato Rionale in zona "La Pedrera". Il 27 dicembre 1965 ci fu una delibera riguardante i lavori di costruzione della struttura. Il 26 novembre 1966 si deliberò sul 4° stato di avanzamento dei lavori. Il 7 novembre 1967 la seduta della giunta si occupò della determinazione delle tariffe per la concessione dei negozi interni ed esterni del mercato pubblico in regione "Pietraia", ed alcuni giorni dopo, il 29 novembre, determinò le tariffe per la concessione dei locali e banchi di vendita. In quest'ultima delibera (n° 766) si individuano all'interno della struttura:
Nella seduta del 14 agosto 1968 si deliberò sull'incarico per la pulizia del mercato. La delibera fu confermata il 27 settembre 1968.
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Post n°31 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07 L'UFFICIO POSTALE "Dove ora sorge la mia casa, in Viale Sardegna, c'erano orti e campagne; anni fa la strada si chiamava Via Porto Conte, Traversa, S.S. 127 bis. Non c'era la chiesa e si celebravano le funzioni in un capannone; il parroco si chiamava don Giuseppe Sanna. La sede stradale non era asfaltata e non c'erano i lampioni per la luce. Nel quartiere c'è la chiesa di Sant'Agostino che risale al 1300-1400. Si pensa che anticamente ci fosse un convento ed un villaggio. Infatti sono state trovate delle ossa, resti di sepolture. Le Scuole Elementari e la Scuola Materna erano in via Napoli, nel caseggiato che attualmente ospita i Vigili del Fuoco. In seguito le Elementari sono state trasferite nell'Istituto Professionale, e la Scuola Media, istituita nel 1973, ha occupato il caseggiato di Via Napoli." ARRIVA L'UFFICIO POSTALE Negli anni sessanta - settanta il quartiere continuava ad espandersi, ma i servizi erano sempre molto carenti. Nella riunione del 1° ottobre 1966 si discusse della farmacia e dell'ufficio postale. Per capire meglio la situazione, leggiamo questo estratto della delibera della giunta municipale del 1° ottobre 1966 che riguarda le poste. L'11 febbraio 1969 la giunta deliberò l'acquisto di una cassaforte per l'ufficio postale "La Pietraia", ma le poste non avevano ancora iniziato a funzionare. UNANIME DELIBERA di concedere in uso all'Amministrazione delle Poste e Telegrafi un locale del mercato rionale della "Pietraia" perché ivi abbia sede l'istituenda agenzia postale...
Non so se il mercato abbia poi ospitato le poste. Aggiornamento al 25 aprile 2003 Da pochi giorni l'Ufficio Postale ha trovato una nuova collocazione in un ampio locale al piano terra di una palazzina della Via Azuni. È sicuramente una collocazione più idonea e consona alla crescita e all'importanza che ha assunto il quartiere nel passare del tempo.
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Post n°32 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07 L'ingresso dell Scuola Media sulla via Malta LE SCUOLE MEDIE La Scuola Media come abbiano già detto era ospitata in via Napoli. Quando si ultimò di edificare il piano superiore delle nuove scuole elementari, nel 1983, vi si trasferirono in via provvisoria le classi della scuola Media. Ma nell'anno scolastico 1985-86 devono cedere il manufatto alla Scuola Elementare che in gran fretta vi trasloca le cinque classi a Tempo Pieno ad anno scolastico iniziato. Gli alunni delle Scuole Medie raccontano... "La nostra scuola si affaccia in via Malta e in via Don Minzoni. È un edificio molto ampio, strutturato su due piani, circondato da un gran cortile in parte adibito a parcheggio e in parte costituito da aiuole. Alcune di queste ospitano un certo numero di pini, palme ed altre piante; altre, invece, le stiamo coltivando noi, grazie alle piante forniteci dal Demanio Forestale e dal vivaio comunale. Vicino alla palestra si trova un'aula con dei computer ed altro materiale, destinato agli alunni portatori di handicap. Per passare al piano superiore ci sono tre rampe di scale che portano ad una serie di corridoi di forma quadrangolare dove si aprono dieci aule che non sono occupate e si potrebbero utilizzare per un laboratorio di scienze. Testo ricavato da una ricerca effettuata dagli alunni della Scuola Media n° 3 nell'anno scolastico 1998-99.
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Post n°33 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07 La vecchia stazione ferroviaria
Per lunghi anni si discusse ad Alghero sulla questione della vecchia stazione ferroviaria che sorgeva presso il porto nella zona fronteggiata dalla SAICA e dalla scuola Materna "E. Sella". Il fabbricato, costruito alla fine dell'Ottocento (anno 1889) risentiva di decenni di abbandono. Qualche giorno dopo apparve su un vagone la scritta fatta da anonimi dissidenti: "La giunta del Far West" che stigmatizzava quell'abbattimento con una frase lapidaria. Il treno partiva sempre dal medesimo luogo e rimanevano i due passaggi a livello di san Giovanni e di Sant'Agostino vecchio che per un po' mantennero le sbarre azionate dai casellanti, ed in seguito divennero passaggi a livello senza barriere, con segnali acustici e visivi. In questo periodo si segnalarono numerosi incidenti, alcuni molto gravi. Infine si demolì il tratto della ferrovia che andava dal porto alla nuova stazione che, nel frattempo, era stata costruita e che divenne pienamente operativa nel 1988. Per coprire il percorso dal porto alla Pietraia i passeggeri potevano usare gli appositi autobus che non facevano pagare la corsa a chi fosse munito di biglietto ferroviario. A tutt'oggi la situazione è ancora questa. Aggiornamento 25 aprile 2003 La zona appare oggi totalmente trasformata. E' in via di completamento la passeggiata denominata "Busquet" (dal nome di un architetto catalano che l'ha ideata, pensando alla Rambla di Barcellona), voluta principalmente da Mino Sasso, che a suo tempo si era battuto per la demolizione del tratto di ferrovia. Al momento non c'è più il prefabbricato che fungeva da biglietteria. La sistemazione è vista con perplessità da molti, che lamentano la presenza di chioschi adibiti a bar o alla vendita di articoli vari, che allontanano il luogo del passeggio dalla vista del mare e lo avvicinano alla strada transitata dalle automobili. Aggiornamento 31 marzo 2005 Nell'estate del 2004 sono stati abbattuti i capannoni della SAICA e nella zona è stato allestito un ampio parcheggio che, dal 2004 ospita il mercatino del mercoledì. É di questi giorni (Marzo 2005) la notizia che sono stati prescelti i progetti per la sistemazione del vasto piazzale denominato Piazza della Pace. Nel sottosuolo verrà realizzato un parcheggio multipiano, mentre sulla superficie sorgerà un centro polivalente ad uso culturale, amministrativo e commerciale. Dicembre 2005 Il lungomare si chiama ora Passeggiata Barcellona. LA STAZIONE DI SANT'AGOSTINO VECCHIO Ed ora entriamo nella Stazione di Sant'Agostino vecchio per vedere come è fatta. Dall'intervista al signor M. che gestisce il Bar-Tabacchi della Stazione. La nuova stazione è un edificio moderno, entrato in funzione negli anni ottanta. Comprende diversi locali. I passeggeri hanno inoltre a disposizione il Bar-Tabacchi. Nel piano superiore ci sono due appartamenti per i ferrovieri. Per la attività legate al trasporto lavorano diverse persone tra cui: Fotografie molto belle della vecchia stazione ferroviaria si possono vedere collegandosi a: Lestradeferrate.it -Stazione di Alghero Porto
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Post n°34 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07 Nella foto si nota chiaramente come il territorio del Lido e della Pietraia fosse il gran parte occupato da campi. Si vedono poche case e la scuola elementare del Lido. La strada appare deserta. Altri tempi!
Per maggior chiarezza farò adesso una sintesi del materiale da me raccolto. IL QUARTIERE FINO AGLI ANNI CINQUANTA Fino agli anni cinquanta l'abitato di Alghero terminava con la via La Marmora. Al di là, di fronte al mare ed alla ferrovia, c'erano il capannone della Saica, divenuto poi lo stabilimento di produzione del furfurolo, uno stabilimento del crine, la cantina di Sella & Mosca, la chiesa di San Giovanni, altri piccoli fabbricati, ed una serie ininterrotta di orti. Ma ben presto per la zona de La Pietraia si iniziò a studiare un vero e proprio progetto di urbanizzazione. Infatti i terreni di Cuguttu, già ceduti dal Municipio al Governo molto tempo prima, ritornarono al Comune che li acquistò dall'ETFAS che nel 1951-52 ne era diventato il proprietario. L'amministrazione comunale vi individuò l'area dove far nascere un nuovo nucleo abitativo dato che la città era interessata da un forte movimento immigratorio. Inoltre il centro storico era in gran parte inidoneo ad ospitarvi le famiglie residenti in quanto presentava gravi ed onerosi problemi di ristrutturazione. Intanto si provvide all'acquedotto, alla rete idrica e a quella fognaria; in seguito si edificò la scuola elementare che in realtà venne data all'IPSIA, si istituì la Scuola Materna Comunale, e si eresse la parrocchia di San Giuseppe. |
Post n°35 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da lapietraia_07 Pianta di Alghero ALGHERO ANNI SESSANTA
La pianta che puoi vedere nell'immagine ti mostra la città prima del 1968. Infatti l'Ospedale Civile si trova ancora sui Bastioni e si vedono i giardini della Mercede che risalgono ai primi anni sessanta. |
Post n°36 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da lapietraia_07 Tag: Anni novanta, piano regolatore La zona delle scuole nel piano regolatore di Alghero del 1967. Legenda dei colori: Viola: scuole. La freccia indica le elementari
LA PIETRAIA ANNI NOVANTA A circa trent'anni dalla sua nascita il quartiere si è notevolmente esteso. Ormai la Via Don Minzoni è affiancata da case in tutta la sua lunghezza, soprattutto nel lato dell'Ospedale. Si edifica anche nella zona che va verso il Lido. Nasce il Viale Europa, che nel Piano Regolatore del 1967 era denominato "Scorrimento Cuguttu", ed ormai da diverso tempo sono presenti i servizi più importanti. |
Post n°37 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da lapietraia_07
LA PIETRAIA DEL 2000 Negli ultimi venti anni il territorio ha subito continue trasformazioni ed ancora si interviene nei pochi terreni rimasti liberi. Dall'intervista a Don Potito, parroco del quartiere, abbiamo saputo che agli inizi degli anni sessanta nella zona vivevano 500 persone. Intorno al 1967 si raggiungevano le 2000 unità. GLI ABITANTI DE "LA PEDRERA"
Se controlliamo altri dati in nostro possesso, relativi alla città di Alghero, vediamo che la popolazione complessiva del comune negli anni 1995, 1996 e 1997 era la seguente: Naturalmente non si possono correttamente confrontare i dati della Pedrera con quelli complessivi di Alghero in quanto non si riferiscono agli stessi anni. Tuttavia l'impressione che si ricava è quella di un apprezzabile aumento di abitanti alla Pietraia. |
Post n°38 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da lapietraia_07
METODO DELLA RICERCA La seguente ricerca è iniziata nel 1999 con interviste agli abitanti e si è protratta fino al 2005. Ho poi integrato le informazioni con altre interviste, ricerche d’archivio (Archivio Storico Comunale ed Archivio del 2° Circolo Didattico), consultazioni nella Biblioteca Comunale, documentazioni fornite dall’Ufficio Tecnico Comunale e dall’Ufficio Anagrafe, con la ricerca di immagini e con l’analisi d’ulteriori dati al fine di acquisire elementi utili a completare, verificare, ed ampliare le notizie. Posso concludere dicendo che i cambiamenti sono continuati nel tempo e non sono tutti buoni. Ad esempio l'Ospedale Civile ha perso molta della sua importanza e si teme la chiusura di alcuni reparti per mancanza di personale. Già dal 2010 si sta provvedendo a sistemare la zona tra la stazione ferroviaria e la chiesetta di Sant'Agostino. Si può quindi dire che, nei limiti del possibile, il quartiere è sufficientemente servito. Credo che anche oggi gli abitanti ormai "storici" siano orgogliosi di appartenervi. |
Post n°39 pubblicato il 11 Agosto 2011 da lapietraia_07 Tag: Parco Stazione Il 23 giugno 2011 è stato inaugurato alla Pietraia il Parco Stazione. I lavori sono durati un paio di anni ed ora lo spazio prima inutilizzato che si trova tra la stazione e la chiesetta di sant'Agostino vecchio è diventato un giardino con alcune costruzioni che ospiteranno attività pubbliche e private. La cooperativa Sociale "Creatures" insieme alla parrocchia di San Giuseppe si occuperà di organizzare un consultorio familiare e un centro di aggregazione sociale. Il bar sarà gestito da una cooperativa sociale che in cambio della concessione dei locali dovrà provvedere alla pulizia e alle manutenzioni necessarie del parco. All'interno dello spazio verde sarà ospitata anche un'attività commerciale. La logica di questi provvedimenti è quella di unire pubblico-privato per la gestione di strutture al servizio dei cittadini. Mi sembra una buona strada da percorrere in quanto non si può pensare di continuare a gravare completamente sui denari pubblici per ottimizzare la fruibilità del territorio da parte della popolazione. Con il Parco Stazione il quartiere ha valorizzato uno spazio che, se ci saranno la volontà e l'impegno, potrà diventare la meta di coloro che possono godere di tempo libero e che potranno farlo con ampie occasioni di socializzazione. Penso ai bambini, ai giovani, e agli anziani. Si verificherebbe anche un incontro tra generazioni che oggi è diventato sempre più sporadico nelle famiglie. |
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